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Conigli
segnali che qualcosa non va

Pur essendo molto apprezzato come animale da compagnia, il coniglio in molti casi non viene considerato un animale che necessita di specifiche cure mediche, sottovalutando così l’importanza della sua gestione sia dal punto di vista alimentare che ambientale.

A cura della Dott.ssa Emanuela Tetta
Medico Veterinario - Adelfia (BA) Emanuela.tetta@virgilio.it
Non è molto diffusa infatti, la consapevolezza che anche i conigli devono essere sottoposti a visite mediche, a piani vaccinali e curati nel momento in cui si ammalano da specialisti del settore esattamente come tutti gli altri pet. Ma quali sono i segnali che il coniglio lancia e che ci fanno capire che è necessario rivolgerci al nostro Medico Veterinario di fiducia? Vediamoli insieme.
Apatia
Il coniglio è per natura un animale curioso iperattivo, abitudinario, sempre pronto a scattare per difendere la sua autonomia. A volte però potrebbe manifestare, al contrario, apatia, riluttanza a muoversi, non curante dell’ambiente circostante, pur conservando le grandi funzioni organiche quali mangiare, defecare, urinare e abbeverarsi. Questa condizione potrebbe essere una risposta ad una condizione dolorosa che può derivare da una grave pododermatite ulcerativa, da meteorismo che blocca i normali movimenti dell’intestino con stiramento dei muscoli addominali, da patologie cardiache, da stasi gastrointestinale e da affezioni urinarie (cistite) o da ipercalciuria ossia dalla eccessiva sedimentazione di cristalli di carbonato di calcio all’interno della vescica.
Bruxismo
Il bruxismo è un disturbo funzionale dei muscoli della bocca. Si manifesta con digrignamento dei denti percepibile anche all’esterno; il coniglio mastica a vuoto muovendo la mandibola a bocca chiusa. È un disturbo che riconosce come causa la tensione psichica, l’eccitamento, la paura, dolori muscolari o articolari, disturbi occlusali, ma anche irregolarità dei tessuti molli delle labbra, delle guance, della lingua.

 

Purtroppo può succedere che il coniglio venga portato all’attenzione di un veterinario solo nel momento in cui non defeca, non urina, non mangia o è particolarmente abbattuto. In realtà, sarebbe molto importante far visitare il nostro amico anche per far controllare il suo stato di salute e per fare la profilassi vaccinale di routine.

Troppa saliva
Il coniglio è un animale molto meticoloso nella pulizia del suo mantello che effettua seguendo un particolare rituale. Quando, nonostante la toelettatura abituale il mantello, specie della regione periorale si presenta bagnato si parla di ptialismo, ossia di una eccessiva produzione di saliva, talora così copiosa da fuoriuscire dalle rime buccali, interessando tutta la zona del collo fino alla punta del petto. Le cause sono da ricercare in alterazioni dell’integrità delle mucose orali, a difetti di occlusione, alla crescita esuberante dei denti ma soprattutto alla formazione delle cosiddette "punte dentali” ossia dal consumo irregolare dei denti tanto da formare delle vere e proprie cuspidi che lacerano i tessuti ad ogni tentativo di masticazione e movimento della lingua che ne rimane incarcerata. Il coniglio oltre a provare molto dolore smette anche di alimentarsi, indebolendosi sempre più.
Alito e occhi
L’alitosi è un problema sempre legato a possibili affezioni al cavo orale come paradontiti, stomatiti, glossiti, carie e formazioni ascessuali. Per quanto riguarda le affezioni oculari, dobbiamo tener presente che gli occhi dei conigli sono molto delicati e spesso vengono esposti ad agenti esterni irritativi che provocano una lacrimazione eccessiva e uno stato infiammatorio delle congiuntive. Particolare attenzione deve essere rivolta all’igiene della lettiera dalla quale, se non quotidianamente rinnovata, si sprigionano esalazioni di ammoniaca derivante dalla degradazione fecale e dalle urine. Molto spesso il coniglio manifesta congiuntiviti di natura traumatica causate da un eccessivo sfregamento delle palpebre sulle grate della gabbia o per una lettiera troppo polverosa. Le manifestazioni più eclatanti sono lo scolo oculare che può essere chiaro e trasparente o bianco purulento, in questi casi il coniglio presenta fotofobia e tende a socchiudere gli occhi. Mentre la presenza di croste e di zone alopeciche denotano possibili parassitosi (acari della rogna) e lesioni micotiche che devono essere attentamente differenziate.

Se non si è a conoscenza dei modelli comportamentali e delle nozioni più elementari della fisiologia del coniglio, chiaramente diventa difficile riuscire a individuare eventuali condizioni "anormali”, sintomatiche di qualche forma morbosa.

Mancato contatto
La malocclusione si verifica quando mandibola e mascella non combaciano e la prima è più prominente rispetto alla seconda (prognatismo mandibolare). È importante sapere che la masticazione del coniglio avviene grazie a movimenti di lateralità che favoriscono oltre la progressione e lo sminuzzamento degli alimenti, anche il consumo dei denti che in maniera preordinata vengono a contatto tra di loro. Quando per cause genetiche o alimentari viene a mancare questo contatto i denti non si consumano più e crescono a dismisura fino a erompere al di fuori della bocca (malocclusione dei denti incisivi). Il coniglio ha difficoltà nella prensione degli alimenti, smette di mangiare il fieno e alimenti più fibrosi, preferendo assumere solo pellet che riesce a lambire con le labbra e convogliarlo nel cavo orale. Invece la malocclusione dei denti molari e premolari provocano uno sfondamento della parete mandibolare o mascellare esitando in formazioni ascessuali e in casi gravi all’infezione delle ossa interessate (osteomieliti).

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