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Pellettato
Un alimento da scoprire 
Per il tuo coniglio

Che il coniglio sia un animale erbivoro è ormai assodato, ma quali sono gli alimenti freschi e non che possono essere consumati senza problemi dal nostro amico?

A cura della Dott.ssa Emanuela Tetta
Medico Veterinario - Adelfia (BA) Emanuela.tetta@virgilio.it
Il coniglio allo stato selvatico cresce e si moltiplica nutrendosi con una grande varietà di alimenti sia freschi che secchi, in relazione alla stagione e al territorio di appartenenza. Il coniglietto allevato come pet, invece, è obbligato a mangiare quello che noi proponiamo e non sempre lo facciamo in maniera bilanciata. Tra gli alimenti che non devono mancare nella razione alimentare ci sono i mangimi integrati, ossia il pellettato.
Cosa è il pellettato
Il pellettato è alla base dell’alimentazione del coniglio. È composto da erba medica, cereali, polpa di barbabietola, crusca, melasso, minerali e vitamine. La sua commercializzazione e produzione è sottoposta a rigide norme legislative che ne regolamentano l’uso e precisano le caratteristiche che esso deve possedere per non nuocere al coniglio. Queste caratteristiche sono riportate sui cartellini o etichette che accompagnano l’imballo del pellet.
Il diametro conta
Fisicamente il pellet si presenta sotto forma di cilindretti con un diametro che varia a seconda delle aziende produttrici. La granulometria, ossia la grandezza del pellet, influisce sulla digestione, sulla prensione e l’appetibilità dell’alimento da parte del coniglio. La maggior parte delle aziende mangimistiche producono pellet con una griglia (dimensioni) di 3-6 mm e il suo consumo non comporta particolari problemi digestivi. Una macinatura fine, pari a 2,5-4 mm migliora il potere di compattazione delle farine e la qualità del pellet, mentre una macinatura eccessivamente fine, meno di 1 mm può provocare disturbi della motilità del tratto intestinale, soprattutto se la fibra è scarsa.

Il coniglio deve ricevere un piano alimentare bilanciato, costituito da vegetali freschi e da qualche cucchiaio di pellet da somministrare ogni giorno.

Le dimensioni giuste
Una macinatura grossolana, con griglie superiori a 7 mm, rende difficoltosa la compattazione dell’alimento e diminuisce la qualità del pellet e l’appetibilità; diametri superiori a 5 mm, con lunghezze superiori agli 8-10 mm, non sono molto graditi dal coniglio che è costretto a spezzarli e ad adottare una masticazione lunga e laboriosa. I pellet dunque per essere appetibili devono avere una granulometria pari a 4-5 mm e la lunghezza non deve superare gli 8-10 mm nei conigli adulti; nei coniglietti il diametro del pellet deve essere di 2,5-3 mm e dai 0,6-10 mm di lunghezza.
Pellettato misto o complementare
I pellets cosiddetti complementari sono caratterizzati da particelle di diverse dimensioni e dalla presenza di diverse fonti alimentari che si presentano tal quali (cereali) oppure sono trattate chimicamente e meccanicamente al fine di renderle più appetibili. Per la loro appetibilità, questi pellet vengono largamente consumati dal coniglio che ne sembra particolarmente ghiotto, con grande soddisfazione del proprietario. Un pellet misto è costituito da: carrube, avena, orzo, frumento, mais, sorgo in granella, peperoni disidratati, banane e carote liofilizzate, gambi di erba medica, pellet estruso, fiocchi di mais e farro schiacciato, fave fioccate, fave schiacciate o pressate, piselli schiacciati e pressati, lenticchie, fave secche, piselli secchi, fiori di camomilla, semi di girasole, acheni di cartamo, semi di zucca, polpa di barbabietola, polpa di cicorie, semi di lino pressati, polpa di mele, proteine di patata, farina di semi di girasole, olio di girasole, etc. Attenzione, però: questo tipo di pellettato è da bandire dalla razione giornaliera del coniglio perché la sua ingestione continuata, è causa di disbiosi intestinali, di problematiche odontoiatriche, di meteorismo e di obesità.

La composizione analitica del pellettato è costituita da proteine grezze, 17-18%; fibra grezza, 14%; fibra indigeribile, 10-12%; grassi, 1-4%; calcio, 0,6-1.0%; fosforo, 0,4-0,8%; Vit. A, 10.000-18.000 IU/Kg; Vit. D, 800-1200 IU/Kg; Vit. E 40-70 mg/Kg, tutti elementi utili per il mantenimento e l’accrescimento del coniglio.

Profilassi
Oltre al pellettato semplice e a quello complementare, esiste il pellettato che contiene coccidiostatici. I coccidiostatici sono farmaci della famiglia dei sulfamidici e vengono addizionati al mangime a scopo profilattico per combattere la coccidiosi, malattia protozoaria molto aggressiva e spesso letale. Il loro utilizzo è particolarmente efficace negli allevamenti cuniculi. Nel coniglio da compagnia, la somministrazione dei pellet con coccidiostatico può essere giustificata solo dal fatto che quasi mai gli allevatori o i negozianti effettuano esami coprologici per verificare se i coniglietti abbiano o meno contratto il protozoo dalla madre.
Equilibrio
Il coccidio (Eimeria), una volta entrato nell’organismo ospite crea una sorta di equilibrio per il quale il coniglio sembra stare bene. Al momento dello svezzamento, però, o quando cambia l’alimentazione e l’ambiente domestico, questo equilibrio si rompe favorendo la replicazione e la comparsa della malattia. Quando acquistate un coniglietto recatevi immediatamente da un veterinario specializzato che vi darà tutte le informazioni utili sulle parassitosi che colpiscono il coniglio e dopo avere fatto una diagnosi potrà nel caso impostare una terapia appropriata.
Pellet sì, pellet no
Spesso quando si tratta di somministrare mangimi composti integrati al coniglietto si cede alla tentazione di rivalutare la natura atavica del coniglio che allo stato brado si nutre di radici e foglie. Questo è indubbio, tuttavia i nostri amici conigli, allevati come animali da compagnia, nel corso del tempo hanno visto modificarsi sia le loro abitudini alimentari sia quelle comportamentali. Per questo motivo il coniglio deve ricevere un piano alimentare bilanciato, costituito da vegetali freschi e da qualche cucchiaio di pellet da somministrare ogni giorno, nelle giuste dosi.

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