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STORIE DI BAMBINI
allevati dagli animali selvatici 
 
 
A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI Medico Veterinario 
 

Da sempre i mass- media, i giornali e perfino i libri ci hanno raccontato numerose storie che hanno come protagonisti animali e bambini.

Alcune sono talmente incredibili da sfiorare l’assurdo. Eppure sono proprio loro, i nostri amici animali, che ci fanno spesso assistere a dei veri e propri gesti eroici, che superano ogni umana immaginazione.



Un argomento molto dibattuto e affascinante, che spesso ha scatenato polemiche, pareri diversi e anche molto contrastanti, è quello dei bambini adottati e cresciuti dagli animali selvatici. Sono state documentate molte storie, che sono scaturite dal ritrovamento, spesso occasionale, di fanciulli "selvaggi”.

Questi ultimi avevano certamente trascorso una buona parte della loro vita in boschi e foreste in compagnia di soli animali selvatici. Poiché nel corso degli anni si sono verificati parecchi episodi del genere, il fenomeno è stato oggetto di numerosi lavori scientifici.

Gli studiosi più autorevoli si sono interessati della cosa: antropologi, pedagogisti e perfino filosofi.

Una domanda ricorrente li accomunava tutti nell’intraprendere i loro lavori scientifici: quali sono i motivi che spingono un animale selvatico a prendersi cura di un cucciolo di uomo?

Alcuni hanno ipotizzato che sia proprio l’aspetto dei bambini piccoli, che sono un po’ tondi, con le guance paffutelle, i movimenti lenti e impacciati, tutte caratteristiche che probabilmente incutono anche negli animali il desiderio di prendersene cura.

Ovviamente sono solo ipotesi, ma chissà che il desiderio di maternità vada oltre le barriere di specie!


Rapiti

Le prime testimonianze di bambini allevati da animali selvatici parlano di lupi, ma anche di scimmie, maiali, orsi, leopardi e a volte perfino uccelli.

Spesso non è affatto semplice riuscire a capire il perché un neonato finisca per essere adottato dagli animali. In passato molti di questi bambini erano figli illegittimi e quindi scomodi, che venivano abbandonati di proposito.

Altre volte si perdevano nel bosco e di loro non si aveva più traccia, altre volte ancora è capitato che venissero proprio rapiti da qualche villaggio dai lupi.

I bambini che vengono allevati dagli animali selvatici hanno tutti delle caratteristiche in comune.

Per esempio mantengono per tutto il corso della loro vita il comportamento e le abitudini che hanno appreso dagli animali che li hanno cresciuti, e addirittura presentano anche un aspetto fisico che ricorda questi stessi animali.

Se vengono poi riportati a contatto con gli uomini, rifiutano qualsiasi abitudine umana, come camminare in stazione eretta, dormire in un letto, parlare oppure consumare cibi cotti.


Bambine-lupo

Le storie che hanno come protagonisti bambini "selvaggi” sono numerosissime. Una che ha destato molta curiosità e interesse, soprattutto dal mondo scientifico ma anche da parte della gente comune, è quella di due bambine-lupo trovate in India, proprio all’interno di una tana di lupi, negli anni ‘20.

Dopo essere state catturate, sono state accolte in un orfanotrofio.

Nonostante la pazienza e la dedizione di tutte le persone che si sono prese cura di loro, le bambine non hanno mai perso le abitudini e gli insegnamenti ricevuti dagli animali con cui sono cresciute, e hanno continuato per tutta la loro vita a comportarsi come lupi.

Infatti mangiavano carne cruda, ululavano e dormivano per terra. Inoltre grazie alle testimonianze scritte tramandate fino ai giorni nostri dalle persone che le avevano accudite, possiamo sapere con certezza che il corpo di queste bambine era profondamente trasformato, per adattarsi meglio alla vita nei boschi tra i lupi.

Per esempio camminavano a quattro zampe, avevano gli arti anteriori lunghi, il naso piatto ed erano estremamente veloci nella corsa.

Una delle due bambine morì un anno dopo il ritrovamento, l’altra invece è sopravvissuta un po’ più a lungo, ma sempre rifiutando di portare indumenti, preferendo la compagnia degli animali a quella delle persone e senza mai imparare a parlare.

 

Vita breve

Una storia molto più recente è quella di un bambino-uccello di circa 7-8 anni. Pare che sia cresciuto in Russia, nel degrado più totale, all’interno di un appartamento circondato da numerosi uccelli.

La madre ha raccontato di non aver mai parlato con lui, perciò si pensa che il bambino abbia potuto comunicare solo con i volatili. Un argomento molto dibattuto è sempre stato quello del destino di questi bambini.

Molti infatti sostengono che sia meglio lasciarli all’interno del branco dove sono cresciuti, che rappresenta il loro vero nucleo familiare. Questo perché in effetti questi bambini prelevati e riportati tra gli uomini non si sono mai abituati alla loro nuova vita, anzi spesso sono sopravvissuti poco tempo.



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