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AMICI STERILIZZATI

Cosa mettere nella ciotola

A cura della Dott.ssa SILVIA MACELLONI e della Dott.ssa SABRINA DOMINIO - Medici Veterinario

Cani e gatti sterilizzati sono sottoposti, si sa, ad aumento del peso in misura maggiore rispetto ai non sterilizzati. Questo avviene sia per cause ormonali sia per la riduzione dell’attività fisica che questo intervento comporta, soprattutto nel gatto. Ma vediamo meglio di cosa si tratta e cosa è bene mettere nella ciotola di un animale sterilizzato.

 

L’alimento per un gatto sterilizzato dovrà essere ridotto nell’apporto energetico, quindi saranno minori le percentuali di grassi.


La sterilizzazione è un vero e proprio intervento chirurgico, in cui il medico veterinario asporta gli organi sessuali dell’animale. I gatti che vivono nelle nostre case sono ormai in larga percentuale sterilizzati. Questa tendenza deriva da una parte dall’esigenza pratica del proprietario di evitare spiacevoli situazioni come miagolii incessanti, eliminazioni inappropriate e naturalmente gravidanze indesiderate. D’altro canto, sterilizzare il proprio beniamino è anche una scelta responsabile per chi tiene alla sua salute. Numerosi sondaggi dimostrano infatti che la vita media di un gatto intero si aggira sui quattro anni; se si considera che alcuni gatti sterilizzati possono sfiorare i vent’anni, si può ben capire come con un intervento chirurgico di routine sia possibile allungare di molto l’aspettativa di vita del vostro gatto.


Metabolismo rallentato

Il gatto sterilizzato, specie se vive in casa, tende a muoversi meno e a mangiare di più con un conseguente aumento di peso che può sfociare rapidamente in sovrappeso. Venendo meno i suoi istinti sessuali ed il suo desiderio di scoprire e marcare il territorio, infatti, l’attività quotidiana del gatto sterilizzato si riduce drasticamente. Il tempo trascorso dal nostro Micio a dormicchiare sul divano aumenta, così come si abbassa il suo metabolismo. Sterilizzare, infatti, significa eliminare gli organi deputati alla produzione degli ormoni sessuali e, di riflesso, il metabolismo subisce decremento del 20-25%. Se da una parte abbiamo un minore dispendio energetico, dall’altra aumenta l’appetito. Un po’ a causa della noia, un po’ per gli sconvolgimenti ormonali, il vostro micio si troverà quindi a trascorrere molto più tempo a mangiare o a richiedere cibo. Simili meccanismi si verificano anche nel cane.

 

Se nell’animale sterilizzato fossero presenti problemi osteoarticolari (come l’artrosi), metabolici (esempio il diabete) o problemi epatici, il veterinario orienterà il proprietario verso la scelta di prodotti specifici o correggerà la razione di dieta casalinga con integratori o alimenti particolari.


Ad libitum

Per questi motivi conviene somministrare ai nostri animali un’alimentazione a ridotto tenore calorico, possibilmente in più pasti durante la giornata.

Per il cane si consigliano due pasti al giorno mentre per il gatto è suggerita un’alimentazione ad libitum, salvo diversa prescrizione veterinaria. Nel gatto sarebbe opportuno integrare un’eventuale alimentazione secca con del cibo umido per mantenere più facilmente il pH urinario a livelli fisiologici. Cane e gatto dovranno avere l’acqua sempre a disposizione. Per il gatto è opportuno creare più zone con ciotolina del cibo e dell’acqua, sia in basso che in alto su mensole o davanzali, per stimolarlo a muoversi di più.


Una scelta molto vasta

Si può scegliere all’interno della vasta gamma di prodotti che offre il mercato (umido e secco) oppure optare per un’alimentazione casalinga. Importante è che la quantità di calorie sia ridotta pur mantenendo un alto livello di sostanze nutritive. Fondamentale anche la presenza di fibre alimentari selezionate, per far sì che l’animale percepisca meno il senso della fame. Pur diminuendo il tenore energetico, l’alimentazione dovrà contenere proteine a elevato valore biologico, amminoacidi essenziali (taurina, arginina, metionina, cisteina) e antiossidanti (vitamine C ed E, selenio ed altri).

Di comune accordo

L’alimentazione dovrà tener conto delle esigenze particolari del singolo animale e andrà scelta in accordo tra proprietario e veterinario curante in base all’eventuale sterilizzazione, al sesso, all’età, all’attività fisica e infine allo stile di vita dell’animale e del proprietario. Un cane femmina sterilizzato che vive in appartamento e fa poca attività fisica avrà certamente bisogno di un’alimentazione a ridotto tenore calorico, mentre la stessa femmina che svolge attività fisica regolare vedrà aumentare il proprio fabbisogno energetico. Anche nella scelta tra alimentazione commerciale e casalinga si dovrà valutare di caso in caso. Importante è che la dieta sia preparata in accordo con il veterinario, che saprà valutare quantità, tipologia e qualità dell’alimento.


Gli alimenti per gatti sterilizzati sono maggiormente ricchi di fibre vegetali. Questo perché la fibra "diluisce” l’apporto calorico del prodotto ed esercita un effetto "spugna”, riducendo l’assorbimento dei grassi a livello intestinale


Pericolo calcoli

Per i gatti sterilizzati altro problema è dato dall’aumento della possibilità di sviluppare calcoli urinari, sia di ossalato sia di struvite. Questo è dovuto al fatto che, a causa della vita particolarmente sedentaria, si riduce anche la frequenza delle urinazioni, per cui la pipì ed i minerali disciolti in essa permangono più a lungo nella vescica e hanno maggiori probabilità di precipitare sotto forma di calcoli. Anche i batteri che normalmente popolano le urine hanno un maggior tempo a disposizione per moltiplicarsi e aderire alle pareti della vescica, provocando le fastidiose e pericolose cistiti. I maschi sono colpiti più spesso delle femmine. La loro alimentazione dovrà quindi tener conto anche di questa predisposizione, contenendo livelli adeguati di fosforo e magnesio in modo da mantenere il pH urinario in un range fisiologico (6,2 – 6,4 per i gatti adulti e 6,4 – 6,6 per i gatti anziani).

Alcuni prodotti per gatti sterilizzati possono contenere sostanze in grado di aumentare il metabolismo (carnitina), o di ridurre l’assorbimento dei grassi (Neopuntia).


Leccamento ossessivo

Un gatto sterilizzato, non ricevendo più alcuno stimolo sessuale o territoriale, può arrivare a trascorrere il 30% del suo tempo di veglia toelettandosi.

Se questo comportamento diventa ossessivo, il leccamento comporta l’ingestione di una spropositata quantità di pelo che, nei casi più gravi, può portare all’ostruzione dell’apparato digerente, con stipsi e vomito. Per scongiurare questo problema, oltre a spazzolare regolarmente il vostro micio, specialmente se ha il pelo lungo o si trova nella fase di muta, potete aiutarlo dal punto di vista alimentare aumentando l’apporto di fibra: potete scegliere, come già detto, un mangime apposito per gatti sterilizzati, oppure, in alternativa, potete acquistare nel vostro negozio per animali di fiducia delle paste a base di malto e fibre.

 

Non è mai conveniente ridurre troppo l’apporto di proteine animali. Il gatto è un carnivoro obbligato e la carenza di proteine derivanti dalla carne e dal pesce non porterebbe ad un dimagrimento. Sarebbero solo i muscoli a perdere di tono, provocando inoltre un’ulteriore diminuzione del metabolismo.

 

Parola d’ordine: muoversi!

Se è vero che il peso forma si conquista riducendo l’apporto calorico, è altrettanto vero che bisogna anche aumentare il dispendio energetico, facendo consumare più energia all’organismo. Una buona idea è quella di proporre al vostro Micio giochi sempre diversi: topolini finti, piumini, palline, sono un ottimo modo per stimolarlo a fare attività fisica, sfruttando il suo innato istinto per la caccia.



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