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La comunicazione del cavallo

A cura della Dott.ssa SARA MAFFI Laureata in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali  Specializzata in Interazione Uomo-Animale - Blog: thetalkingdog.altervista.org

 

In quanto animali sociali, i cavalli vivono in gruppi e, attraverso la comunicazione, stabiliscono la gerarchia di dominanza fra gli individui. Quando due cavalli estranei, o che sono stati separati per lungo tempo, si incontrano, si salutano avvicinando i musi reciprocamente, narice contro narice. Inoltre possono emettere segnali vocali o gesti come tentativi di colpire o di saltare all’indietro. Tramite questi rituali essi si esplorano e si identificano. Quando l’uomo interagisce con i cavalli dovrebbe conoscere il loro linguaggio per poter avere buoni risultati da questo contatto interspecifico

Dillo con le orecchie
I cavalli comunicano tramite segnali acustici, chimici, tattili e visivi. I segnali della testa e del corpo sono le forme di comunicazione più usate tra i cavalli in libertà, ma anche l’odorato svolge un ruolo importante. In presenza di ostacoli o se si tratta di comunicare a distanze elevate i cavalli ricorrono ai segnali vocali. I segnali visivi più importanti e più chiari sono quelli delle orecchie: se sono puntate in avanti in genere il cavallo è attento, interessato e curioso, oppure può essere preoccupato per qualcosa. Quando sono rilassate in una posizione neutrale allora il cavallo è tranquillo e se sono divaricate agli angoli della testa può essere che stia dormendo. Se le orecchie sono leggermente all’indietro il cavallo potrebbe esprimere rabbia, quando vengono proprio abbassate ben aderenti alla testa allora il cavallo è molto aggressivo.

Quando un cavallo è rilassato sta calmo in stazione e ha in genere un dorso allungato e un atteggiamento disteso. Un cavallo più eccitato ha invece un profilo più arrotondato. Quando un soggetto è nervoso si irrita al minimo contatto e può impennarsi.

Sguardi taglienti

Oltre le posizioni delle orecchie anche i vari segnali facciali e le diverse posizioni di tutto il corpo in generale sono molto importanti. Spesso sono segni impercettibili come il dilatarsi delle froge e la tensione del muso. Anche le espressioni degli occhi sono molto significative, in particolare diversi sguardi sono usati dagli stalloni per valorizzarsi tra i membri di un gruppo.

Rampanti

I segnali posturali sono forme di comunicazione molto evidenti e ci aiutano a interpretare l’ "umore” del cavallo: un collo teso, con orecchie appiattite e testa inclinata di lato è segno di minaccia. Quando un cavallo si prepara a scalciare arrotonda leggermente la schiena e alza entrambi gli arti posteriori o uno solo. La tendenza a calciare coi posteriori è soprattutto una prerogativa della femmina, mentre i maschi in genere aggrediscono frontalmente mostrando i denti e mordendo. Essi possono inoltre rampare oppure  impennarsi.

 

Gli odori sono molto importanti per stabilire il legame tra fattrice e puledro, vengono usati nei segnali d’allarme, nell’orientamento, nelle coordinazioni delle attività di un gruppo e per molti altri scopi.

Coda "a bandiera”

Anche la coda ha una funzione comunicativa importante: quando il cavallo la alza come una bandiera comunica l’eccitazione che precede di solito un comportamento "esplosivo” (si sta preparando a scappare). Gli stalloni alzano invece la coda dopo un rapporto sessuale e le giumente quando sono in calore. Una coda bassa e aderente al corpo può indicare paura. Quando la coda viene agitata in modo aggressivo o fatta ruotare con un movimento circolare, allora il cavallo può essere infuriato, frustrato o risentito.

Flehmen
Anche i segnali chimici sono molto importanti nella comunicazione dei cavalli. Essi usano sia il classico annusare che il tipico "flehmen” (ossia arricciano il labbro superiore) per identificare odori sociali o la presenza di feromoni. I segnali chimici sono prodotti ed eliminati attraverso secrezioni cutanee, saliva ed espirazione oltre che con le vie tipiche delle urine e feci.

 Tramite gli odori gli individui sono in grado di identificarsi.

Rituali... di intimidazione

Tra i cavalli il saluto comprende spesso una vera e propria indagine olfattiva della regione del naso e della bocca, seguita dai fianchi e dalla regione perianale. Durante i rituali di intimidazione i maschi si odorano le froge e il fiato e si annusano la parte bassa dei fianchi per conoscere il loro grado sociale. Lo stallone inoltre si serve  delle froge per localizzare i membri del gruppo e per valutare la ricettivitĂ  di una giumenta attraverso la sua urina.


Grooming

Nei contatti sociali diretti riveste poi molta importanza tra gli equini anche la comunicazione tattile. I segnali tattili usati vanno da quelli trasferiti durante la toelettatura reciproca, che hanno effetto calmante, a quelli usati durante l’aggressione, come il mordere. Coppie di cavalli possono trascorrere lunghi periodi dedicandosi al grooming reciproco. Questa toelettatura aiuta i soggetti di uno stesso gruppo a rimanere vicini, ha un effetto calmante ed è importante per il controllo dei parassiti cutanei. Anche l’uomo, quando striglia il cavallo, assume il ruolo di un partner di grooming.

Comunicare significa produrre segnali che verranno rilevati dagli organi di senso dei soggetti destinati a ricevere il messaggio, con la conseguenza che questo passaggio di informazioni interferisce sul comportamento dei riceventi.

Strilli equini
Quando la comunicazione ravvicinata non è possibile assumono importanza i segnali acustici. I tipi di vocalizzazione più rilevati sono: i nitriti, il brontolio, le grida, gli sbruffi, i gemiti, i ruggiti e gli strilli. I nitriti sono usati per segnalare la presenza di un individuo e sono importanti per mantenere la coesione del branco. I brontolii vengono usati per incoraggiare un individuo ad avvicinarsi, soprattutto si sentono dalle fattrici nei confronti della loro prole. Le grida si pensa siano segnali difensivi di minaccia usati nell’incontro tra individui che non si conoscono oppure possono essere risposte al dolore acuto.

 

Il ruggito del cavallo

In caso di allarme si possono invece sentire sbruffi brevi, ma se sono prolungati, simili a starnuti, sono allora associati a forme di frustrazione. I gemiti sono suoni leggeri emessi in caso di stanchezza o disagio. "Ruggiti” e strilli sono invece suoni di alta intensità emessi in caso di grande eccitazione: sono un segnale di minaccia di violenza estrema, usati quando altri segnali più sottili sono stati ignorati. In conclusione quindi il linguaggio del cavallo è un insieme di visione, suoni, odori e tocchi. Se viene correttamente utilizzato può servire per coordinare e controllare il comportamento degli animali in allevamento.

I segnali emessi con le orecchie sono importanti tra i membri di un gruppo in quanto un cavallo può riconoscere la sorgente di un suono guardando l’orientamento delle orecchie di un suo compagno.

BIBLIOGRAFIA:
- Amadesi P., (2005). Comprendere il cavallo: storia e teoria dell’equitazione. Alberto Perdisa Editore - Airplane S.r.l., Bologna;
- Fraser A.F., (1998). Il comportamento del cavallo. Edagricole, Bologna;
- Houpt K.A., (2000). Il comportamento degli animali domestici. Edizioni Mediche Scientifiche Internazionali, Roma;
- McGreevy P., (2004). Equine Behavior: A Guide for Veterinarians and Equine Scientists. Saunders, London;
- Mills D., Nankervis K., (2001). Comportamento equino: principi e pratica. Calderini Edagricole, Bologna;
- Mullen G., (2009). Il Cavallo: Fatti e curiositĂ .
- Il Castello S.r.l., Cornaredo (MI);
- Vavra R., (1988). Vita segreta del cavallo: il linguaggio, il comportamento, l’amore. Lucchetti Editore, Bergamo.

 




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