ALITO CATTIVO?

IL RIMEDIO VIENE DAL MARE

Per cani e gatti, l’alito cattivo (alitosi) è sì un problema di convivenza con i loro proprietari, ma è soprattutto un problema di salute da non sottovalutare e affrontare per tempo con rimedi naturali, efficaci e sicuri.

 

A cura di CeDIS (Centro di Documentazione e Informazione Scientifica), Innovet

Anche i nostri amici soffrono di alitosi

La prima cosa da fare è non considerare l’alito cattivo una caratteristica "naturale” dei nostri amici a quattro zampe, né tantomeno un problema limitato alla nostra convivenza accanto a loro. Oggi, sappiamo che l’alitosi (termine tecnico di alito cattivo) è un problema medico: campanello d’allarme di un indisturbato accumulo di placca e tartaro e, dunque, di una cattiva igiene orale, ma, peggio ancora, può essere segno precoce di tante malattie infiammatorie del cavo orale (gengiviti, parodontiti e stomatiti) di cui l’alitosi è, oltre che sintomo "sotto il naso” del proprietario, anche causa scatenante. A determinare l’alito cattivo sono, infatti, i milioni di batteri della placca dentale: microrganismi che, specie in particolari zone come il solco gengivale o gli spazi interdentali, degradano le proteine contenute negli alimenti e nella saliva e, così facendo, generano grandi quantità di composti a base di zolfo identificati con la sigla VSC (composti volatili solforati).

Sono loro i diretti responsabili del cattivo odore che emana dalla bocca non pulita di cani e gatti. E sono sempre queste particelle capaci di danneggiare direttamente i tessuti orali ed innescare progressive e dolorose infiammazioni dentali, capaci di generare fastidiosi sintomi locali (ad esempio dolore alla bocca o difficoltà di masticazione), e di avere nel tempo pericolose ripercussioni generali su organi vitali come cuore, reni e fegato. Per questo, l’alitosi non va mai banalizzata come semplice fastidio di natura estetica o sociale. Va piuttosto considerata come una vera e propria "cartina al tornasole” dello stato di igiene e salute della bocca dei nostri amici a quattro zampe.


L’alitosi è un problema medico: è un campanello d’allarme di cattiva igiene orale, ma, peggio ancora, può essere segno precoce di tante malattie infiammatorie del cavo orale.


Pulizia dei denti: una quotidiana operazione di salute e benessere

I batteri responsabili dell’alitosi hanno bisogno di tempo per diventare i nemici numero uno della bocca dei nostri animali. C’è dunque margine per occuparsi in maniera attenta e responsabile del benessere della loro bocca. Il primo passo è sicuramente quello di sottoporli, fin da cuccioli, ad una visita veterinaria di controllo, per rimuovere periodicamente placca e tartaro (placca mineralizzata) con detartrasi professionale e lucidatura dei denti. Il controllo quotidiano e costante della placca spetta comunque ai proprietari. Spazzolare i denti del proprio amico a quattro zampe, idealmente ogni giorno e possibilmente 2-3 volte alla settimana, è l’unico sistema per rallentare l’accumulo della placca e impedirne la calcificazione in tartaro. Se il nostro amico è abituato fin da piccolo a "farsi mettere le mani in bocca”, sicuramente sarà facile convincerlo a sottoporsi per qualche minuto al giorno alla spazzolatura dei suoi denti. Usando poi particolari accortezze e servendosi di spazzolini e dentifrici appositamente studiati per la sua bocca, lavare i denti al nostro cane o gatto diventerà parte integrante di quelle "buone abitudini” di igiene quotidiana, necessarie sia a noi che a loro.

Accanto a diete per la salute orale e sistemi finalizzati ad incentivare una corretta masticazione, ci sono supplementi a base di Ascophyllum nodosum.


Dal mare una soluzione naturale ed efficace

Difficile spazzolare i denti del cane e del gatto? Oggi disponiamo di metodi da affiancare alla spazzolatura, anche saltuaria, dei denti, per favorire il controllo di placca e tartaro e migliorare l’alitosi dei nostri amici animali. Accanto a diete per la salute orale e sistemi finalizzati ad incentivare una corretta masticazione, ci sono supplementi a base di Ascophyllum nodosum (An). Si tratta di una particolare alga bruna, raccolta nell’Atlantico del Nord, che, assunta per via orale, viene facilmente assorbita, si concentra nelle ghiandole salivari per via sistemica ed esercita due azioni specifiche nel cavo orale: inibisce l’adesione e la crescita dei batteri della placca, grazie all’attività che i polisaccaridi solfatati (fucoidano) che la compongono esercitano sulla proliferazione e la capacità di adesione dei microrganismi orali; riduce la deposizione del tartaro, in virtù dell’effetto tampone che esercita sul pH salivare, riducendo quelle variazioni, anche indotte dalla dieta, che ne favoriscono la neoformazione. Studi nel cane e nel gatto hanno confermato l’efficacia dell’alga bruna su alitosi, placca e stato generale di salute della bocca. Quotidianamente somministrato dopo detartrasi e lucidatura dei denti, An si è infatti dimostrato in grado di: controllare significativamente il grado sia di alitosi che di placca, a differenza di quanto succede nei cani che non lo assumono; mantenere un buon indice di salute orale, evitando il peggioramento cui vanno incontro cani e gatti non trattati con l’alga.



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